Un'ondata di licenziamenti ha attraversato il pianeta seguendo il ritmo delle albe locali. Tutto è iniziato a Singapore, dove alle quattro del mattino migliaia di dipendenti Meta hanno trovato nella propria casella di posta elettronica una fredda comunicazione di fine rapporto. Poi il turno dell'Italia, quindi della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e via via degli altri Paesi. Una procedura silenziosa, quasi chirurgica, orchestrata dall'alto per ridisegnare la forza lavoro del colosso di Menlo Park in nome della strategia cosiddetta AI First. In Italia, trentratré lavoratori di Facebook hanno perso il posto. Il taglio di Meta non è un caso isolato nel panorama tecnologico globale: PayPal ha eliminato circa cinquemila posizioni, Amazon ne ha cancellate oltre trentamila. La corsa all'intelligenza artificiale sta ridefinendo le priorità delle grandi aziende tech, e a pagarne il prezzo più alto sono i dipendenti in carne e ossa.